Il portfolio fotografico “Riminization” è frutto di una deriva urbana lungo la costa di Rimini dove si può vedere l’effetto di questa macchina urbana che si è sviluppata in modo lineare con la proliferazione della “città turistica”. Si è formato così un paesaggio urbano da metropoli turistica che non si è più armonizzato con la città storica “chiusa nelle sue mura”. La “città turistica” quale macchina più grande e più potente di quella storica ha provocato una mutazione antropologica, un cambiamento nel paesaggio territoriale e culturale. Accanto al popolo dei riminesi che si raccolgono idealmente nelle mura malatestiane e nei borghi esiste la moltitudine dei “riminizzati” che si possono pensare solo “transitori” in questo luogo, di passaggio per lavoro, per turismo, per curiosità, per piacere. Questa moltitudine è fatta di individui che, una volta inglobati dalla omologante macchina urbana della costa, possono sviluppare solo deboli legami e, nella migliore delle ipotesi, sentirsi solo differenti l’uno dall’altro. Sono individui che entrano in relazione quasi esclusivamente per soddisfare scopi personali quali passioni transitorie, affari o svago.
La “Riminizzazione” ha anticipato gli effetti del fenomeno che ora si chiama “globalizzazione”, fenomeno che a Rimini è cominciato nel dopoguerra come conseguenza di una scelta progettuale che è stata chiamata “turismo di massa”. La “Riminizzazione” ha prodotto una potente deterritorializzazione che ha destrutturato e impoverito la riviera ed i suoi abitanti. A Rimini ormai la comunità originaria è, come direbbe Spinoza, una “passione triste” che pervade la città. Un specie di nostalgia per un paradiso perduto da cui si sarebbe caduti nella moltitudine attuale.
Realizzato da
Massimo Briani
FOTOCAMERA
CANON A1
OBIETTIVO
Canon FD 24mm f/2.8 S.S.C.
Filtro
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